domenica 26 febbraio 2017

Antonio Trifone - Ex Pd, l'enigma del nome: Democratici progressisti esiste già. Ed è di un gruppo renziano

Antonio Trifone
Antonio Trifone


Depositato alla Camera nel 2014, è presente nel Consiglio regionale della Calabria. I detentori valutano azioni legali: tra loro c'è Ernesto Carbone


Fonte: www.repubblica.it

sabato 25 febbraio 2017

Antonio Trifone - Avvocati: addio all'Oua, chi pagherà i debiti degli ordini?

Antonio Trifone
Antonio Trifone

di Marina Crisafi - Ammontano a quasi 4 milioni di euro i contributi non riscossi dall'Organismo unitario dell'avvocatura che nell'ottobre scorso, ha ceduto il passo al nuovo Organismo congressuale forense.

Somme che, stando ai dati dell'ultimo rendiconto del 2016, riportato da ItaliaOggi, l'Oua avrebbe maturato dal 2004 al 2016 (di cui solo 1 milione nell'ultimo anno) e che ora sarebbe pronto a riscuotere.

I crediti dell'ex organo di rappresentanza politica dell'avvocatura sono maturati nei confronti degli ordini forensi territoriali, che a loro volta li hanno riscossi da parte degli avvocati iscritti, attraverso la quota associativa versata ogni anno all'ordine di appartenenza.

Così mentre una parte degli ordini è in perfetta regola, alcuni invece sono in una posizione debitoria, non avendo versato le somme all'Oua.

I dati, riporta ancora Italiaoggi, sono contenuti nel documento di rendiconto pubblicato sul sito dell'ordine degli avvocati di Torino, dove è compreso anche il bilancio con l'indicazione degli ordini territoriali e delle rispettive situazioni debitorie e non.

Resta ora da capire, in questa fase di passaggio delle consegne, gestita dall'ex presidente Mirella Casiello, le iniziative che l'Oua deciderà di intraprendere nei confronti degli ordini morosi.

Fonte: www.StudioCataldi.it

mercoledì 15 febbraio 2017

Antonio Trifone - Omicidio Vasto: legali chiedono i domiciliari per l'indagato

Antonio Trifone
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(AGI) - Vasto (Chieti), 15 feb. - I legali di Fabio Di Lello, il 34enne di Vasto che il primo febbraio scorso uccise con tre colpi di pistola (uno al cranio e due all'addome) il 21enne Italo D'Elisa, hanno presentato una istanza al gip, Caterina Salusti, con la quale hanno chiesto la concessione degli arresti domiciliari per il loro assistito. Di Lello, che lo scorso 4 febbraio si era avvalso della facolta' di non rispondere nel corso dell'interrogatorio di garanzia in carcere, aveva ucciso il giovane in viale Perth, dinanzi a un bar. Per gli inquirenti si e' trattato di un omicidio per vendetta. D'Elisa, il primo luglio del 2016, passando in macchina col rosso ad un semaforo, aveva travolto e ucciso la moglie di Di Lello, che si trovava a bordo di uno scooter. Il giovane era stato accusato di omicidio stradale e la prima udienza era stata fissata al prossimo 21 febbraio. Gli avvocati Giovanni Cerella e Pierpalo Andreoni, ritengono che il regime carcerario sia incompatibile con le condizioni dell'omicida "per la grave situazione psicologica e psicofisica in cui versa". "Sta malissimo - dicono i legali - piange in continuazione e non riesce a venire fuori da questo stato di prostrazione". Dalla morte di sua moglie, Roberta Smargiassi, la vita di Di Lello era completamente cambiata, non era piu' la stessa persona, hanno detto piu' volte familiari e amici. Pensava sempre e solo a lei. Ogni giorno si recava a pregare sulla sua tomba ed e' qui che i carabinieri hanno rinvenuto la pistola, una calibro 9, utilizzata per commettere l'omicidio. L'arma era regolarmente detenuta. Ed e' era stato proprio per le sue condizioni che lo scorso 4 febbraio non era stato possibile, per i pm Giampierio Di Florio e Gabriella De Lucia e per il gip Salusti procedere all'interrogatorio. "Fabio - aveva detto la madre Lina qualche giorno fa - si e' lasciato andare piano piano. Soffrivamo molto nel vederlo cosi', si trascurava ed era ingrassato di 30 chili. Il nostro timore era che potesse suicidarsi, ma nessuno poteva immaginare un epilogo cosi' tragico. Avrei dovuto fare di piu' per aiutarlo". Intanto i legali dell'indagato, che era in cura da un medico, proprio per questo continuano a raccogliere documenti al fine di poter far eseguire su Di Lello una perizia psichiatrica, accertamento necessario per capire fino a che punto il loro assistito fosse stato inghiottito in un tunnel sfociato nella vendetta. Ovviamente, l'obiettivo e' quello di confutare la premeditazione nel reato di omicidio volontario. (AGI)

Fonte: http://www.agi.it

martedì 14 febbraio 2017

Antonio Trifone - Alitalia: legali sindacati diffidano azienda, rispettare contratto e accordi

Antonio Trifone
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Roma, 13 feb. (AdnKronos) - Dagli uffici legali delle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl arriva ad Alitalia una diffida al rispetto della contrattazione collettiva vigente e di tutti gli accordi sindacali siglati e non disdettati. E' quanto si legge nella lettera inviata alla compagnia aerea nella quale si invita Alitalia in particolare al ripristino di relazioni sindacali corrette e rispettose degli accordi Interconfederali siglati dalle Associazioni Datoriali di appartenenza aziendale e dal Ccnl.

Non c'è, scrivono i legali, "alcuna ragione di carattere giuridico né tantomeno sindacale per limitare l’efficacia delle disposizioni contrattuali in essere fino al 28 febbraio 2017, dovendosi necessariamente applicare il complesso degli accordi preesistenti fino alla sottoscrizione di un nuovo contratto collettivo, anche in ragione dell’obbligazione assunta con i singoli lavoratori al momento della sottoscrizione del contratto individuale che richiama espressamente la contrattazione collettiva di settore, gli accordi sul trattamento economico del personale proveniente dal gruppo Alitalia in A.s. ed Airone e tutte le prassi in essere, rispetto ai quali Alitalia Sai ha assunto obbligazione specifica sia nei confronti delle parte sindacali che dei singoli lavoratori al momento della cessione dell’azienda".

Fonte: http://www.metronews.it

lunedì 13 febbraio 2017

Antonio Trifone - Caso Berdini, Raggi: "Pensi a lavorare, la pazienza ha un limite". Marra, interrogatorio a indagini chiuse

Antonio Trifone
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"Continuo a leggere interviste e dichiarazioni. Sinceramente non so dove trovi il tempo. C'è da lavorare e da lavorare tanto, noi lavoriamo anche fino a notte fonda. Lui sa bene che ci sono dei dossier da portare avanti e per senso di responsabilità nei confronti di Roma e dei cittadini dovrebbe farlo. "Poi vi dico, la pazienza delle persone ha un limite... ". Il sindaco di Roma Virginia Raggi arrivando in Campidoglio  torna sul caso dell'assessore all'urbanistica Paolo Berdini, finito nella bufera nei giorni scorsi per un colloquio con La Stampa in cui definiva la sindaca "impreparata" e "circondata da una banda". Interrogato sulla permanenza di BerdPaolo Berdiniini in giunta il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito ha glissato: "Se Berdini può ancora restare nella Giunta Raggi? No comment". Le parole di Raggi arrivano dopo la lettera scritta da Berdini e pubblicata questa mattina dal Fatto Quotidiano in cui l'assessore si dice vittima di un "accanimento mediatico senza precedenti" e sostiene di aver difeso la legalità inseme con la sindaca e di essere pronto a farlo ancora.

Fonte: http://roma.repubblica.it

domenica 12 febbraio 2017

Antonio Trifone - Pensioni, spesa dipendenti pubblici +82% dal 2000

Antonio Trifone
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Roma, 12 feb. (AdnKronos) - La spesa per le pensioni dei dipendenti pubblici è quasi raddoppiata negli ultimi 15 anni. Il secolo scorso si è chiuso con 37 miliardi di uscite nel 1999 che, nel 2015, sono arrivate a 67,4 miliardi di euro con un incremento dell'82%. Le entrate, che partivano quasi alla pari, con 36 miliardi, non sono riuscite a tenere il passo, fermandosi a quota 60,4 miliardi, creando un 'buco' di 7 miliardi. I dati sono contenuti nella relazione del ministero dell'Economia sugli andamenti della spesa pensionistica e delle relative entrate per i dipendenti pubblici, ed elaborati dall'Adnkronos. La crescita delle entrate contributive (e trasferimenti) è stata comunque rilevante: tra il 1999 e il 2015 si è registrato un incremento del 67,8%. E più di una volta i versamenti hanno superato le spese: nel 2001 le prestazioni pensionistiche erano costate 39,9 miliardi, a fronte di entrate pari a 40,8 miliardi; l'anno successivo le uscite erano cresciute a 41,8 miliardi ma gli incassi avevano mantenuto il vantaggio arrivando a 42,1 miliardi. Nel 2006, per l'ultima volta, il calcolo delle uscite (48,6 miliardi) e delle entrate (48,9 miliardi) ha dato risultato positivo. Nel decennio successivo la corsa della spesa è stata inarrestabile, ed i versamenti non sono più riusciti a tenere il passo. Nel dossier si osserva una crescita costante della spesa pensionistica, che rallenta in modo evidente dopo il 2012, anno in cui la gestione ex Inpdap è confluita nell'Inps. Infatti se prima dell'unione gli incrementi oscillavano dal 3,4% (del 2004, 2005 e 2012), al 5,8% del 2009, negli ultimi tre anni non è mai stata superata la soglia del 2,6%, registrata nel 2015 (+2,3% nel 2013 e +1% nel 2014).
L'incremento più rilevante in termini assoluti è quello del 2009, quando la spesa pensionistica è cresciuta di 3,1 miliardi rispetto all'anno precedente. La crescita minore è stata invece quella del 2014, quando ha superato di poco il mezzo miliardo. Nella tabella che segue vengono riportate le spese pensionistiche e le entrate (contributive e trasferimenti), in miliardi di euro. Anno.................spesa..........entrate 1999...................37...............36 2000...................38,5............37,7 2001...................39,9............40,8 2002...................41,8............42,1 2003...................43,6............42,5 2004...................45,1............44,6 2005...................46,6............44,5 2006...................48,6............48,9 2007...................50,8............48,7 2008...................53,6.............50,2 2009...................56,7............50,6 2010...................58,7............51,4 2011...................61,5............51,8 2012...................63,6............56,7 2013...................65...............57,6 2014...................65,7.............60,2 2015...................67,4.............60,4

Fonte: http://notizie.tiscali.it

sabato 11 febbraio 2017

Antonio Trifone - Pensione anticipata 2017: si può revocare l'Ape dopo la domanda?

Antonio Trifone
Antonio Trifone
In attesa che il Governo Gentiloni emani i decreti attuativi della #pensione anticipata del 2017 con l'anticipo pensionistico #ape ideato dal precedente Governo, quello di Renzi, alcune indicazioni supplementari per chi avrà la possibilità di uscire anticipatamente arrivano dalle domande che i tanti contribuenti interessati fanno agli esperti di previdenza. Una domanda, in particolare, data l'incertezza di aderire o meno alla nuova forma di pensione anticipata, riguarda la possibilità di revoca, ovvero di ripensamento, nel caso in cui si cambiasse idea e non si volesse più uscire con l'anticipo pensionistico Ape.

Pensioni anticipate 2017 con anticipo pensionistico Ape: i requisiti

Come confermato nei giorni scorsi dal Governo Gentiloni, la pensione anticipata con Ape potrà essere scelta dai contribuenti a partire da maggio 2017. Occorrerà aver raggiunto l'età di 63 anni e un numero di anni di contributi versati pari a 20 ma, a meno che non si riesca ad ottenere l'Ape social, il contribuente accetterà di ripagare il prestito pensionistico concessogli per l'uscita anticipata con rate mensili per venti anni, a cominciare dalla maturazione della pensione di vecchiaia. Con l'anticipo pensionistico, pertanto, i contribuenti avranno la possibilità di uscire anticipatamente da lavoro fino a tre anni e sette mesi prima. Tuttavia la possibilità che, dopo aver fatto domanda, i futuri pensionati possano ripensarci e tornare a lavorare è evidente.

Fonte: http://it.blastingnews.com

Antonio Trifone - Professionista

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Antonio Trifone Professionista


Lo studio legale Trifone nasce dal binomio dell’esperienza legale e della vocazione internazionale del suo fondatore, forte di anni di applicazione del diritto italiano prima come rappresentante dello Stato e poi come libero professionista.

Lo studio cura gli interessi di privati e imprese estere in Italia, sia per questioni riguardanti il diritto interno che per vicende con profili internazionali e che quindi coinvolgono più giurisdizioni.

Uno dei punti di forza dello studio è il network, che consente di assistere il Cliente in ogni giurisdizione d’interesse.

Lo studio legale Trifone collabora, infatti, con professionisti esperti di diritto e fiscalità internazionale sparsi in tutto il mondo.